Gheddafi, un pazzo di straordinaria intelligenza che si sentiva immortale
Passano le settimane e si scrive la storia degli ultimi cent’anni. Eh si, proprio così, dopo la seconda guerra mondiale, l’evento piú importante é stato quello dello scioglimento dell’Unione Sovietica, dopodiché é vero ci sono state guerre, colpi di stato, ma rispetto al novecento una noia mortale. Poi é arrivata WikiLeaks e onestamente la noia é passata, perché i piú fortunati (come il nostro Premier) si sono sputtanati per via di frasette patetiche sul cu… della Merkel, ma da buon clown nessuno ha ingaggiato guerre diplomatiche. Invece ai piú sfigati, gli hanno pubblicato i panni sporchi in pubblico. Ed ecco che si scopre che Ben Ali (l’ex presidente tunisino) ha accumulato una fortuna di oltre un miliardo e mezzo di dollari. Infatti é il primo a saltare. Ma poi arriva il momento anche di Mubarak che peró é stato piú afferrato negli affari perché di miliardi ne ha fatti oltre 80. Infine arriva anche il tempo di Gheddafi, che questi giorni si legge sulle pagine del Los Angeles Times che la sua fortuna dovrebbe valere oltre 200 miliardi. Della serie, secondo Forbes i due uomini piú ricchi del mondo sono il messicano Carlos Slim e Bill Gates con un patrimonio stimato rispettivamente di $ 74 miliardi e di $ 56 miliardi. Ma la domanda che viene spontanea é: se questi signori sono i piú ricchi con queste cifre, Gheddafi e soci dove li mettiamo? Forse la domanda se la sono fatta anche i poveracci libici che vivono con meno di 2$ al giorno e quel tunisino che si é dato fuoco perché non era piú in grado di procurare da mangiare ai figli.
Ma che c’entra questa introduzione con Gheddafy & Family? Semplice, io penso che il raiss fosse uno degli uomini piú intelligenti al mondo, ma era al contempo una persona estremamente eccentrica e col tempo il potere l’ha fatto sentire onnipotente. Non gli è bastato prendere per il culo l’Italia con la pagliacciata del suo arrivo in Italia per festeggiare il patto di amicizia con il suo paese con attaccata al petto una foto del loro martire, ma poi ci si é messo anche l’amico (si fa per dire) Silvio con il baciamano.
Il problema del dittatore peró é che il sentimento di onnipotenza non l’ha fatto piú ragionare. Non ha capito che dopo trent’anni di sottomissione del suo popolo (lo so, sono quaranta ma i primi dieci non era così male) avrebbe dovuto fare riforme radicali e non piccoli contentini per sedare gli animi. Soprattutto mentre i debosciati dei figli, Hannibal l’ubriacone e Mutassim l’assassino, combinavano debacle in giro per il pianeta con tanto di incidenti diplomatici. A questo aggiungi una repressione senza precedenti contro chiunque si azzardasse di mettere becco in qualsiasi cosa, beh é logico che alla fine la corda prima o poi si sarebbe spezzata e quando si spezza son dolori.
Il problema piú grande suo é che si sarebbe dovuto accorgere anzitempo che il suo tempo era giunto alla fine, accettare di portarsi i suoi lingotti all’estero e garantire alla famiglia un benessere da nababbi per generazioni. Invece no! Il senso di onnipotenza l’ha fregato. Ha scambiato la tribú che lo difendeva assieme a qualche migliaio di persone per consensi popolari. Ha chiamato i ribelli ratti, ma alla fine chi ha fatto la fine del ratto é stato proprio lui e nel peggiore dei modi che uno si possa augurare di uscire di scena.



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