Jan 29 2010

Fannulloni, quando il Duce faceva come il ministro Brunetta

Vorrei fare riferimento ad un articolo apparso oggi sul Corriere della Sera che riprende un vecchio telegramma di Mussolini che ordinava la puntualitá del servizio pubblico con inizio alle 8:00 AM. L’accostamento a me appare evidente voglia da una parte ironizzare sui metodi controversi del Ministro Brunetta, ma al contempo le percezioni negative a me sono piuttosto chiare.

Benché l’epoca in cui governò Mussolini rappresenta senza ombra di dubbio un periodo piuttosto buio della nostra storia,il Duce a mio avviso non va ricordato solo per questioni e fatti negativi che non sono mancati, anzi. L’alleanza con Hitler fu indubbiamente un grave errore, fatto sicuramente in buona fede, ma è stato un errore madornale. L’istituzione delle cosiddette camice nere, il falso mito dei treni in orario (da poco questo mito è stato clamorosamente sconfessato), la persecuzione di persone perbene solo per motivazioni religiose, etniche o politiche… insomma i motivi per non condividere le scelte e lo stile del Duce non mancano, ma come non mancano peró altri fatti che giudico positivi. Ad esempio la sottoscrizione dei Patti Lateranensi di cui fu promotore oltre che sostenitore, il primo passo ufficiale del nostro paese per determinare l’indipendenza giuridica e laica dello stato. Un altro sforzo importante fu il rafforzamento dei Balilla, promozione all’educazione fisica e morale della gioventù. Poi una serie di iniziative per rendere piú efficienti gli apparati pubblici. Insomma l’accostamento con il puro fine di ridicolizzare il Ministro Brunetta a me appaiono quantomeno inappropriato soprattutto se si considera che tra gli esponenti dell’attuale esecutivo è uno dei piú popolari a riprova che egli rappresenta un sentimento piuttosto diffuso tra i cittadini. Quindi caro Enrico Marro mi spiace ma lo scoop non ha sortito gli effetti sperati anche tra i nostalgici partigiani.


Jan 25 2010

Con Nichi Vendola ha vinto la democrazia

Nichi VendolaIeri ha avuto finalmente epilogo la maratona delle primarie in Puglia che ha visto un instancabile guerriero, Nichi Vendola contro il meno conosciuto economista Francesco Boccia. 200 mila pugliesi al voto e netto 70% di preferenze per il candidato uscente nonostante lo schieramento ufficiale del PD, dal segretario nazionale, Pierluigi Bersani, al veterano Massimo D’alema, a Dario Franceschini in aggiunta all’UDC che si preparava a sostenere Boccia contro il candidato PDL. Insomma, un duro colpo ai vertici di partito ed una netta vittoria della democrazia. Fa ancora eco quanto é accaduto negli USA. McCain e Obama infatti non erano i candidati prescelti dai rispettivi partiti. I Democratici volevano Hillary Clinton mentre i Repubblicani puntavano su Mike Huckabee per via delle ingerenze controverse di McCain contro la guerra in Iraq. Insomma anche in Italia, nel nostro piccolo abbiamo avuto una riscossa della democrazia, il popolo della maggiore coalizione d’opposizione ha scelto il suo candidato con un vantaggio a dir poco schiacciante e inequivocabile.

Questo voto ha un significato importante perché si tratta di un candidato uscente che si è presentato in via preliminare ai suoi elettori per essere riconfermato sottoponendosi quindi a un primo voto informale sul suo operato. Si tratta di un politico dichiaratamente omosessuale che ha vinto la simpatia e le preferenze contro il bigottismo, ancora forte nel Mezzogiorno, contro una crescente simpatia per il centrodestra, contro l’ipocrisia di sinistra, insomma Vendola ha già vinto a prescindere dal risultato delle elezioni contro il candidato del centrodestra.

Oggi anch’io vorrei essere pugliese ed i pugliesi onesti dovrebbero esserne orgogliosi.


Dec 15 2009

Le lacrime di un Premier

La notizia ha riempito i rotocalchi di tutto il pianeta in tutte le lingue. Il nostro Premier è stato attaccato al volto. Non voglio ingaggiare ulteriori cenni di cronaca su un fatto che è già stato largamente discusso sui giornali e in tutti i media in ogni suo particolare, ma vorrei invece affrontare il seguito della vicenda che appare piú umano e meno scandalistico. Il gesto vile e sconsiderato di quel poveretto ha aperto due fronti, uno penso positivo e l’altro piuttosto inquietante. Il lato inquietante della vicenda sono i gruppi, soprattutto virtuali, che hanno fatto di questo povero incapace, un eroe da osannare confondendo l’incapacità mentale con il coraggio, come se si trattasse di un Che Guevara che lotta per la rivoluzione. Ma Silvio Berlusconi, che io non ho votato, è stato eletto da suffragio popolare dalla maggioranza di chi si è recato alle urne, quindi il gesto sconsiderato dell’uomo non rappresenta la volontà popolare ma quella di gruppi di idealisti illusi legati a battaglie di resistenza di tipo brigatista, un sentimento dal quale si sono dissociati i piú instancabili comunisti e intellettuali dello spettacolo impegnato come per Sabina Guzzanti che nonostante sia un accanita accusatrice di Berlusconi, in questo caso ha alzato le mani e si é detta provata per quel che è accaduto. Berlusconi ha un merito o un demerito, ovvero di essere riuscito a dividere il paese, una volta preistoricamente coeso nelle idee politiche di comodo, adesso diviso in due tra chi é con e chi é contro, i contro sono un gruppo molto folto e determinato. Per contro la maggior parte dei politici dello schieramento d’opposizione invece hanno in prevalenza mostrato solidarietá, tranne due che peró contano come il due di picche e le cui picconate ormai sono diventate una consuetudine come le sparate di Bossi, titoli cubitali, poi quando si attribuiscono a Ugo, tutti fanno spallucce e tirano avanti.

Sono invece interessato ad approfondire un articolo molto suggestivo scritto da Marco Galluzzo sul Corriere della Sera, che delinea un quadro tutt’altro che infelice, dove la politica a seguito di un fatto gravoso come questo si ricompone dignitosamente dietro un uomo che prima ha causato divisioni interne ed esterne e che invece ora, messa da parte la faccia del guerriero sfidante di tutti, si presenta con un viso umiliato, non tanto per lo sfregio fisico, ma per la consapevolezza che una parte delle persone lo odia e questo non è facile da digerire per uno che ha fatto l’incantatore di serpenti con l’intento di accontentare tutti, laici e religiosi, gli odiatissimi comunisti e i nostalgici di destra.

L’evento per quanto grave in realtà ha poca significanza perché non si è trattato di un brigatista, non di un attacco politico e neanche di un mitomane, ma solo di un malato di mente. Infatti è tutto il contorno che è stato esasperato attribuendo significati che forse non ci sono e non ci sono mai stati.

Il vero significato è che questa storia ha prodotto anche un aspetto che ritengo positivo. Ha riportato gli avversari politici ad un livello di dialogo e condivisione di civiltà ad eccetto di pochi le cui esternazioni oramai sono solo cornice e i cui intenti ipocriti sono da condannare senza eccezioni. Parlo ovviamente dei politici sovversivi, Bindi e Di Pietro, degni rappresentanti dei Black-Blocks (meno male che uno di loro faceva pure il magistrato). Quello che invece è successo ieri ha un significato che da speranza. Il leader del maggiore partito d’opposizione si è recato in visita solidale presso l’ospedale dov’è ricoverato il Premier, il San Raffaele, ospedale che l’attuale Presidente del Consiglio ha fondato. Ma oltre a questa visita a mio avviso molto significativa, ci sono state altre visite illustri che hanno portato un po’ di pace in un arena esasperata da guerre senza esclusioni di colpi i cui esiti sono in parte responsabili di una depressione generale cui la crisi ancora in corso ha contribuito a creare.

Non lo so se le buone premesse resisteranno a lungo. Se Silvio Berlusconi non perderà l’occasione per ricucire con tutti quelli con cui si è scontrato frontalmente nei mesi scorsi. Anche l’esordio del dopo elezioni con Veltroni sembrava aver segnato una svolta epocale ma poi sappiamo com’è andata. Anche in questo caso l’epilogo appare tutt’altro che scontato.

Per oggi il Premier piange (con o senza lacrime poco importa) ma tra una settimana un sintomo di umiltà e disponibilità al dialogo e ai sentimenti potrebbe trasformarsi in altro. Questa ahimè è la politica italiana, un paese anomalo raffigurato in modo splendido in un film, ”La meglio gioventù”, di Marco Tullio Giordana, uno specchio di veritá inquietante che purtroppo condivido con amarezza e con spirito di rassegnazione per via del mio auto-esilio professionale e che pertanto ritengo mi riguardi direttamente:


Dec 5 2009

Raffaele Sollecito e Amanda Knox condannati a 25 e 26 anni

Raffaele Sollecito e Amanda KnoxCome si fa a distogliere l’attenzione dal processo dell’anno, quello che ha visto un primo epilogo ieri con la condanna di Raffaele Sollecito e Amanda Knox per l’omicidio di Meredith Kercher, un omicidio molto crudele ma che a mio avviso nasconde ancora parecchie verità che tutti e tre gli imputati condannati in primo grado (Rudy Guede, Raffaele Sollecito e Amanda Knox) a mio avviso potrebbero contribuire a svelare e per qualche motivo non lo fanno. I dubbi degli inquirenti sono piú che legittimi aldilá delle prove, delle impronte, etc. Oltre alle apparenti contraddizioni, l’accusa di Amanda contro Patrick Lumumba e poi ritrattata, la dice lunga sul fatto che i due (lei per lo meno) si sta tenendo dietro segreti troppo importanti e che forse compromettono la sua innocenza.

La sentenza di ieri, arrivata dopo quasi un anno di investigazioni, interrogatori, dibattiti e accertamenti non dev’essere stata affatto facile raggiungere un verdetto che sembra essere unanime da parte dei giurati. Aldilá delle apparenze, quel che appare lecito pensare é che la giustizia italiana, seppure manchevole di una serie di prerogative garantiste (come ad esempio la longevità dei processi) in questo caso si é mostrata efficace e a mio avviso piuttosto equilibrata, tenendo conto di una serie di fattori, quindi la giovane etá dei due (che ha risparmiato loro l’ergastolo), l’anno aggiuntivo per Amanda per aver ingiuriato coinvolgendo Lumumba e quindi colpevole anche di falsa testimonianza. Se non sono stati loro a colpire fisicamente Meredith Kercher, stanno nascondendo qualcosa o qualcuno e pertanto é giusto che si assumano le proprie responsabilitá in mancanza di un effettiva collaborazione che in questo caso non c’é stata.

Ma la parte piú inquietante a mio avviso deve ancora arrivare: la zia di Amanda ha giá anticipato che probabilmente vi sará un iniziativa politica da parte degli USA. Amanda é nata nello stato americano del Kentucky che per chiunque giudicato colpevole di delitti efferrati come appare sia stato in questo caso, la pena capitale per iniezione letale. Quindi si preannuncia un intervento da parte delle autoritá USA piuttosto ingerente ed ipocrita. Quel che viene da pensare é che se il delitto fosse accaduto a casa sua, in America, le leggi americane sono sovrane, mentre siccome il delitto si é consumato altrove, vige un tacito assenso di immunità. Della serie, se proprio dovete consumare un delitto fatelo fuori dagli USA perché almeno sarete piú tutelati.


Nov 24 2009

La proposta del ministro Rotondi sull’abolizione della pausa pranzo

Vignetta di Giannelli sul Corriere della Sera del 24 novembre 2009, sulla proposta del ministro Gianfranco Rotondi sull’abolizione della pausa pranzo:

Giannelli e la proposta di ablolizione della pausa pranzo


Oct 24 2009

Marrazzo e la vicenda trans

Il governatore della Regione Lazio Piero Marrazzo si é dimesso. Atto coraggioso ma dovuto. Molte le attestazioni di solidarietá bipartisan e questo mi fa pensare. Maroni, ministro degli interni e militante in uno schieramento politico avversario a quello di Piero Marrazzo, ha affermato che “le vicende personali devono rimanere tali e il presidente della Regione Lazio non deve dimettersi“. Non concordo nel modo piú assoluto! Se é vero che il Presidente Marrazzo é stato eletto da suffragio di volontá popolare, é anche vero che quando si é candidato a tale carica ha mostrato qualitá anche di carattere personale per convincere che aveva le competenze oltre che tecniche anche le caratteristiche morali di un uomo che merita di rappresentare gli abitanti della regione. Marrazzo, se si fosse presentato con “le sue debolezze” come le ha chiamate lui, non so se sarebbe stato eletto. Bigottismo? Moralismo retrogrado? Forse! Ma se si vuol dar credito alla volontá popolare bisogna farlo anche rispettando gli aspetti piú rigidi di chi sceglie il suo candidato.

Piero Marrazzo ha consumato rapporti sessuali con un transessuale. Benché io non sia un moralista e sono un accanito sostenitore del diritto alla privacy, a dimostrazione di ció ho gioito per la condanna contro i giornalisti che hanno incastrato Max Mosley, presidente della FIA. La sua vita privata doveva rimanere tale. Ma Mosley non é stato eletto dal popolo per svolgere una funzione pubblica pagata dai contribuenti. É giusto che un politico venga giudicato anche grazie a vicende morali private? No! Non é giusto, non lo era per Clinton durante l’epoca del sexgate, non lo é per Berlusconi e neanche questa volta é giusto. Ma aldilá della pratica abbietta che vede coinvolti due uomini, anche se uno di essi non si crede tale, ritengo doveroso di dover fare delle distinzioni. In un paese dove la maggioranza sovrana dei cittadini ritiene che le pratiche omosessuali siano atti oltre che osceni anche immonde, il problema si pone in modo diverso. A me personalmente la sola idea mi aberra, ma come me la maggioranza degli italiani. In altre parole se Berlusconi si fosse presentato a nuove elezioni dopo la presunta vicenda con la escort, il popolo (parliamo della maggioranza) con tutta probabilitá lo avrebbe votato ugualmente. Possiamo affermare lo stesso per Marrazzo? Non credo… ecco perché sono convinto che Marrazzo abbia fatto bene a dimettersi e sono altrettanto certo che chi lo ha votato probabilmente non é piú felice di essere rappresentato da lui.

Per completare il mio pensiero, vorrei fare un paragone con Nichi Vendola, presidente della Regione Puglia. Un ottimo politico che se fossi stato pugliese avrei votato anche io. Allora perché questa discriminazione tra Vendola e Marrazzo? Semplice, Nichi Vendola si é dichiarato omosessuale ben prima delle elezioni, mostrando anteprima una encomiabile trasparenza che ritengo un ottima strategia comunicativa con chi ti accingi a rappresentare. Piero Marrazzo si é sposato per la seconda volta 4 anni fa in un unione eterosessuale e ritengo il suo comportamento indegno di uno che per primo deve fornire esempio di trasparenza che in questo caso è venuta a mancare.

Ma come non fosse abbastanza ce n’é di piú, come si evince dall’articolo del Corriere della Sera. Durante il tentativo di estorsione una copia del video arriva a vari media, incluso uno di proprietà di Silvio Berlusconi. In quel frangente entrano in scena gli investigatori del ROS che stavano braccando i ricattatori anche attraverso intercettazioni e l’operazione, per farla breve porta il presidente Marrazzo di fronte ai magistrati. Questi, consapevoli della delicatezza anche dal punto di vista istituzionale della vicenda si mettono daccordo con Piero Marrazzo per chiudere la storia con una dichiarazione in seguito all’arresto dei quattro carabinieri e con il protagonista che dichiarerà che si tratta di una “vicenda privata” con null’altro da aggiungere. L’accordo tra gentiluomini peró non viene rispettato, con gran stupore dei magistrati, quando Marrazzo, a fronte del clamore dichiara che è stata tutta una montatura, che probabilmente il video è anche falso lasciando intendere che ci sia un complotto da parte dell’arma ai suoi danni. A questo punto le autorità che erano prima intente a proteggere la sua privacy, per quanto fosse possibile, si sono visti costretti a dover difendere le istituzioni e quindi costringendo Marrazzo alla resa, visto che qualche giorno prima aveva confessato esattamente il contrario di quanto invece negato in pubblico. Vittima? Forse! Ma non solo…


Oct 9 2009

Obama ha preso il Nobel per la pace

Obama ha dichiarato di non essere sicuro di meritare il Nobel, ma io sono sicuro che se lo merita piú di altri predecessori. Concordo anche con le motivazioni, un uomo che ha osato sfidare non solo i pregiudizi razziali nel suo paese, ma anche le potentissime lobbies che hanno fatto dell’America uno dei paesi piú odiati di oggi. Obama ha osato con il sol pensiero. Ha osato di proporre un sistema sanitario che gli metterà contro le assicurazioni che rappresentano un importante fetta di economia e quindi di sostegno politico e di potere. Ha osato ridicolizzare la politica repubblicana. Ha osato sfidare le lobby militari spingendo per il disarmo nucleare come premessa ad una nuova politica meno belligerante e quindi molto sconveniente per chi con le armi ci vive, da militare o da produttore (e non son pochi negli USA). Obama ha osato con uno slogan che rompeva in modo drastico con il passato “hope, not fear” (speranza, non paura). Insomma ha osato e osa ancora e a mio avviso merita il premio solo per lo spirito e perché per promuovere speranza sa di rischiare la sua vita ogni giorno. Son troppi quelli che vorrebbero il suo scalpo e che son pronti a qualsiasi cosa e cifra per stroncare il sogno liberatorio non solo suo ma di tutti coloro che credono in lui e non parliamo esclusivamente di americani ma di un mondo che dopo essersi incantato é ancora con il fiato sospeso speranzoso che questo signore riesca sul serio a far diventare questo pianeta piú sicuro.


Oct 8 2009

Perché sono d’accordo con il Lodo Alfano

Chi legge o ha già letto i miei precedenti interventi e chi mi conosce sa che non ho votato Berlusconi né alle ultime elezioni e neanche a quelle precedenti. Faccio questa premessa per sgomberare dubbi sull’imparzialità e la neutralità dei miei giudizi. Oltre a questa vorrei fare anche un’altra premessa, ovvero che sono consapevole, il Berlusconi imprenditore nasconde parecchie ombre del suo passato, ombre che non hanno ancora o almeno in parte trovato risposta.

Adesso passiamo al “Lodo Alfano”.  Legge giusta anche se modificabile.

Perché ritengo sia una legge giusta:

perché una volta che si mette un autista al volante, prima di punirlo e se va punito, per motivi di sicurezza, bisogna lasciare che arrivi a destinazione. Questo a maggior ragione se la punizione non è riconducibile al suo lavoro. Vero è che si sta parlando di giudizio e non di punizione, ma gli effetti collaterali di un eventuale verdetto negativo non cambierebbe di molto il concetto.

Silvio Berlusconi è stato eletto da suffragio elettorale dalla maggioranza di chi si è recato alle urne. La maggioranza di chi aveva facoltà e diritto di scegliere ha deciso che egli doveva amministrare il paese per 5 anni. Adesso, quello che sto per scrivere (come del resto tutto quello che ho sempre scritto e asserito) è opinabile, e ci mancherebbe altro. A mio avviso, gli italiani che hanno democraticamente eletto Silvio Berlusconi a governare il loro paese, erano ben consapevoli che questo signore avesse delle pendenze con la giustizia visto che è arrivato alla sua quarta rielezione in ben 14 anni di militanza politica e i media hanno messo a nudo praticamente ogni dettaglio e anche ipotizzando altro. Nonostante questo l’attuale Premier è stato eletto con un importante scarto di preferenze. Non tenerne conto anche in queste circostanze sarebbe ingiusto e antidemocratico. La decisione del popolo non può essere soggetta a decisioni extra popolari, anche quando queste provengono da un organo autorevolissimo quale la Corte Costituzionale composta da membri che vantano una media di 70 e passa anni ciascuno, quindi piuttosto accorti ed esperti di costituzione e affari giuridici. Ma seppure la legge in questione sia stata motivata da spirito individualista (altrimenti conosciuto con il pseudonimo latino “ad personam“) è anche vero che è stato promulgato dalla maggioranza parlamentare bicamerale altrettanto rappresentativa della volontà popolare e la corte costituzionale si è espressa sulla fondatezza costituzionale di tale legge e non sul merito politico. Quindi il parere costituzionale ha solo riaperto lo status giuridico e non ha espresso un opinione e ancor meno non è entrata nel merito dei due processi sospesi. Quel che mi ha fatto sorridere ma allo stesso tempo infastidito è che come al solito i media hanno invece accolto questa delibera costituzionale come una sentenza di colpevolezza e oramai è diventata un abitudine mediatica quella di sputtanare aldilà della consistenza e della completezza delle informazioni fornite che invece a mio giudizio risultano sempre molto faziose e politicizzate se non peggio pregne di ideali, minando quindi l’imparzialità, la neutralità e l’autorevolezza di un mezzo d’informazione quale il giornale la Repubblica che è riuscita di vendicare la sua proprietà molto meglio di quanto non abbia fatto la sentenza contro la Fininvest di questa settimana.

La legge dev’essere uguale per tutti e il punto non è questo. Il punto è che la legge non può essere applicabile per tutti allo stesso modo semplicemente perché non tutti hanno le stesse responsabilitá nei confronti della comunitá.

I processi sospesi a carico di Berlusconi non pregiudicavano l’attuale missione politica del premier e non avevano alcuna attinenza. Infatti i processi sbloccati sono quello relativo al caso Mills e sulla compravendita dei diritti Mediaset. Sono accuse gravi e perseguibili ma per niente attinenti all’attuale mandato per il quale è stato democraticamente incaricato dal popolo il Cavaliere. Dello stesso parere é Luciano Violante, esponente dell’opposizione, che in un intervista rilasciata al Corriere della Sera ha ribadito che il verdetto della consulta non entra in merito ai processi, ma solo all’applicabilità della legge nel rispetto della costituzione e quindi non è una condanna e senza condanna non si può chiedere ad un politico, di qualsiasi livello di abbandonare il suo incarico perché è sbagliato, ingiusto, antidemocratico e creerebbe problemi seri di instabilità politica e di ingerenza giudiziaria.

Perché la legge andrebbe modificata:

perché sebbene sia giusto sospendere (e non cancellare) dei processi su fatti che non riguardano il mandato del capo dell’esecutivo, ritengo altrettanto giusto che gli stessi procedimenti non debbano cadere in prescrizione vista la sospensione forzata e non causata da altri fattori di entità giuridica. Ovvero, se è corretto che un cittadino qualsiasi venga prosciolto per decorrenza dei termini e tempi nel caso un apparato preposto non é in grado di stabilirne la colpevolezza di un reato in un arco di tempo ragionevole, in questo caso la sospensione sarebbe causata da fattori esterni e quindi estranei all’autorità giudiziaria. Con un eccezione di questo tipo si evitano due cose importanti a mio avviso. La prima è che un accusato approfitti della sua carica istituzionale per farla franca (a vita) per fatti commessi prima della sua nomina e che un apparato giuridico formato da poche persone riescano in qualche modo ad ingerire politicamente anche solo indirettamente sul potere esecutivo democraticamente scelto.

Quindi, in poche parole, Berlusconi è giusto processarlo, come è altrettanto giusto che finisca il suo mandato ad eccezione se venisse meno la compattezza e la stabilità del suo esecutivo.


Sep 13 2009

Ipocrisia allo stato puro

Il quotidiano La Repubblica, con un enorme contributo della Santa Sede, sará forse il primo quotidiano nazionale che riuscirá a far cadere l’attuale Primo Ministro, l’on. Silvio Berlusconi.

La questione del conflitto d’interessi esiste dalla notte dei tempi, dal lontano 1994, prima che il premier fosse rieletto per ben tre volte. La raccolta di firme iniziata da La Repubblica, giornale il cui editore e proprietá sono stati nemici storici del Cavaliere é un atto di mera e pura ipocrisia. La libertá di stampa in Italia é un sottile eufemismo dettato da una regolamentazione sulla libera editoria cui lo stesso Berlusconi ha contribuito notevolmente avendo lui lanciato l’imprenditoria mediatica in Italia rischiando pure legalmente. Non ho votato Berlusconi alle ultime elezioni, infatti sono un veltroniano convinto. Ma le critiche sul conflitto di interessi io le faccio da parecchi anni, non solo quando diventa comodo ad un quotidiano che seppure il Cavaliere definisce di sinistra, a mio avviso risponde solamente ad un altro filone e ad altri interessi il cui editore ha perso una battaglia legale storica (i cui processi si sono protratti sino ai giorni nostri). Il giornale del gruppo l’Espresso si scopre libertino e ligio al sacrosanto diritto sulla libertá di parola e di stampa, quando viene denunciato per aver pubblicato foto scattate nell’intimitá della vita di una persona e non solo di un personaggio. In Inghilterra (dove risiede il famoso Economist, uno dei critici piú agguerriti del nostro premier) non sono rare le denunce con esito vincente per i denunciatari per diffamazione a mezzo stampa, non ultimo il caso di Max Mosley, patron della F1 che é rimasto vittima di un attacco mediatico rendendo pubbliche le sue perversioni che per quanto discutibili ritengo private soprattutto perché si svolgevano tra adulti consenzienti. Anche la libertá deve avere dei limiti ancor piú quando il nostro sistema giudiziario non si cura di tutelare le persone offese.

La velina pubblicata da Il Giornale, su un accusa peraltro  fondata ha scatenato i poteri ecclesiastici che ancora una volta han dimostrato la loro influenza anche nella politica italiana. Non dimentichiamo l’inizio della fine del governo Prodi, anch’esso vittima di contrasti con la chiesa per via dei PAX. La marcia indietro non serví per evitare l’inevitabile. Ma guarda che coincidenza… Chiariamo una cosa, Il Giornale ha difeso il suo padrone e su questo non vi son dubbi, ma quel che pochi notano é che il Primo Ministro, la seconda carica del paese votata dagli elettori, puó essere spiato, registrato, fotografato, filmato, intercettato, nella sua intimitá. Il direttore di un giornale che risponde alla Chiesa diventa invece intoccabile. Quindi la mia posizione non é diversa da quanti ritengono che in Italia la libertá di stampa sia in pericolo (o forse sarebbe piú giusto parlare del passato e del presente) ma in maniera troppo opportunistica si velano altre ingiustizie a mezzo stampa e non.

Come ha ammesso qualche anno fa Luca Cordero di Montezemolo, l’Italia é ingovernata da parecchi anni. L’attuale Premier ha fatto la sua politica, giusta o sbagliata che sia, non l’ho ritenuto meglio ma non lo ritengo neanche peggio degli altri. Concordo che vada fatta la riforma della giustizia anche se non per i motivi per cui vuole farla lui. Ritengo che non è giusto che la RAI sia politicizzata e poco al di sopra delle parti, ma non per gli stessi motivi suoi. Ritengo che Alitalia doveva essere trasformata completamente, ma non come l’ha fatto lui. Ma quel che mi preoccupa non é solo un conflitto d’interessi che mette in discussione la democrazia di uno dei paesi piú industrializzati al mondo, ma anche il modo con il quale lo s’intende combattere, a mio avviso altrettanto discutibile e pericoloso perché questo scherzo, oltre a non eliminare il problema ne aggiunge altri, ad esempio di instabilitá politica, visto che c’é giá una corsa alla successione di cui si sente l’odore lontano miglia.

I comportamenti poco etici (presunti) del Premier sono argomento trascurabile a mio avviso, rispetto ad una delle peggiori crisi globali della storia, rispetto ad uno dei paesi piú industrializzati al mondo che sta perdendo punti, rispetto ad un Europa che non riesce a contenere il flusso immigratorio che sta producendo effetti collaterali anche etnici poco promettenti. Quindi a me Berlusconi non piace, non provo simpatia per come ha gestito l’immagine sua e del paese, ma ritengo queste campagne di falso moralismo una delle tante ridicole campagne mediatiche che puzzano un po’ troppo di ipocrisia e aggiungono discredito al paese piú di quanto non ne sia giá stato aggiunto.


Apr 30 2008

Il senso della vita

Non mi sottraggo affatto ad essere definito uomo di sinistra. Non credo peró che la vita sia un valore di schieramento, come si é palesemente dimostrato per il flop politico di Ferrara pur se milioni di italiani condividono le stesse o almeno simili idee. Quello che trovo aberrante é una lettera al Presidente della Repubblica, scritta da una precaria e pubblicata dal giornale La Repubblica: “Con 1.300 euro al mese non posso permettermi un figlio, sono costretta ad abortire”.

Penso che questa lettera sia un offesa ed un insulto a chi ha tirato su famiglie con molto meno. Nonostante la mia avversione politica contro la coalizione guidata da Berlusconi, penso che il bonus bebé di 1000 euro fosse un provvedimento giusto seppur minimo ma come si suol dire, meglio di niente. Io grazie a Dio benché non navighi nell’oro non ho usufruito di quel bonus perché ritengo ingiusto di vantare un diritto in quanto piú abbiente rispetto a coppie che lo sono meno.

L’aborto di un feto sano é un omicidio a tutti gli effetti e lo dico come laico e come supporter in prima linea della ricerca compresa quella genetica avversa alla chiesa e quidi pretendo che il mio pensiero venga considerato super-partes.